#AILovefood e la ricetta del sor…riso

Ci sono donne che farebbero qualsiasi cosa per una buona causa. Io ad esempio mi sono ritrovata a scrivere, o meglio, a riportare su uno “speciale quaderno” – quello che vedete in foto – una ricetta che preparava la mia mamma, nonostante il mio non sia un blog di ricette, ma solo un diario dei miei tour gastronomici per il sud d’Italia.

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Perché ho fatto questo? Perché sono felice di dedicare la ricetta ad AIL (Associazione Italiana contro Leucemie-Linfomi e Mieloma) e alle sue Case. Lo “speciale quaderno” è infatti un ricettario, legato all’iniziativa “Calendar Girls per AIL”, che sarà dato, insieme ad altri gadget, a chi lo richiederà, dopo aver fatto una donazione sul sito di AIL. Sono molto orgogliosa di far parte,  col mio piccolo contributo, al progetto e poi con una ricetta legata ai miei ricordi di bambina: quella dei Peperoni ripieni di riso e … di sorriso!

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Una ricetta che preparava mia madre la domenica, soprattutto in estate, in alternativa alla pasta al forno. Non è una ricetta tipica salentina, ma il suo profumo e il suo sapore fanno rivivere in me ricordi legati all’infanzia e all’estate: i peperoni colorati, le zucchine, i pomodori, la cipolla, i capperi, sono tutti ingredienti mediterranei che sanno tanto di casa e di sud. Per il ripieno di sorrisi, si possono utilizzare peperoni gialli, verdi e rossi che rendono gioioso il piatto :) ma se volete sapere la ricetta per intero, potrete sempre fare una donazione ad AIL e richiedere lo “speciale ricettario”.

Perché è importante partecipare all’iniziativa?

Perché AIL da anni è impegnata nel migliorare la qualità della vita dei malati di Leucemie-Linfomi e Mieloma e delle loro famiglie, creando strutture e servizi, come ad esempio le Case AIL, messe a disposizione dei pazienti e di chi li assiste, per sentirsi a casa mentre si seguono terapie anche molto lunghe. “Calendar Girls” è un adattamento teatrale di un film campione d’incassi in Inghilterra (quello con Hellen Mirren, Julie Walters, Linda Bassett), tratto da una storia vera e che vede protagoniste un gruppo di donne volontarie che, per raccogliere fondi destinati ad un ospedale, dove il marito di una di loro è morto di leucemia, decidono di farsi fotografare nude per un calendario. Sia il film che la piece teatrale sono sempre stati legati ad iniziative benefiche e ora che la storia è stata portata a teatro anche in Italia, con Angela Finocchiaro, come protagonista, si è deciso di sostenere AIL, attraverso una serata di raccolta fondi, il Grande Galà Benefico al Teatro Manzoni di Milano, interamente devoluta all’associazione e nelle tappe della tournè biennale con varie iniziative per migliorare l’ospitalità all’interno delle Case AIL.

Non possiamo sempre fare grandi cose nella vita, ma possiamo fare piccole cose con grande amore” diceva Madre Teresa di Calcutta. Una piccola donazione per AIL è un gesto di grande amore che potete fare verso tutte le persone che possono aver bisogno della cura e delle attenzioni di AIL attraverso la ricerca scientifica, l’assistenza sanitaria e la formazione del personale.

Gli hashtag dell’iniziativa sono #CalendarGirls e #AILovefood.

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Booking Matera, una guida alla rinascita culturale della Città dei Sassi

Quando si viaggia, prima di partire, si cercano quante più informazioni possibili sui luoghi che si andranno a visitare. Innanzitutto, perché è importante sapere dove sarà meglio andare a pernottare, per poter avere i posti preferiti vicino e non preoccuparsi degli spostamenti e, poi, per avere già un’infarinatura sulla storia del posto e non arrivare completamente digiuni.

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Se state programmando di andare a far visita a Matera, ad esempio, potreste consultare BookingMatera.it, sorta di guida on line alla Città dei Sassi, con informazioni su itinerari da seguire, i luoghi romantici da non perdere, se siete in coppia, i posti dove andare a mangiare o a comprare un souvenir, gli eventi del posto e perfino il meteo. C’è anche una sezione dedicata alle migliori strutture ricettive di Matera (hotel, b&b, residence e appartamenti) con tanto di descrizione fornita direttamente dai titolari sul perché è meglio prenotare la propria struttura piuttosto che un’altra, cosa è meglio andare a vedere, quale evento sarebbe giusto non perdere, ecc.

Di certo, a Matera non è così difficile scegliere, è un intero set naturale e ovunque si va’ non si rischia di sbagliare. La città è piccolina, i Sassi facilmente visitabili – se non avete addosso un paio di tacchi, ovviamente – e la sua gente votata all’ospitalità come in pochi altri luoghi. L’arte rupestre, ancora intatta nelle chiese, che disseminano la Murgia, trasuda mistero e profonda spiritualità e i Sassi raccontano di una storia millenaria, passata anche attraverso la vergogna, in anni più recenti. Ora è il tempo della rivalsa, dell’orgoglio di una cultura tenuta troppo tempo soffocata e il 2019 sarà l’anno per festeggiarla a pieno come Matera, Capitale Europea della Cultura. Nel frattempo ce la godiamo in tutta la sua silente bellezza.

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8 Buoni Motivi per far visita al Museo Civico di Gallipoli

 

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    1. 1) Per non fare la figura del turista cafone a Gallipoli, preso solo dalle sue spiagge e dal mare. Al ritorno a casa, per sfoggiare una minima conoscenza della cultura locale, vi toccherà, di base: andare a visitare il Castello angioino e fare un giro al Museo Civico di Gallipoli. Se poi siete del posto, la visita diventa d’obbligo.

 

    1. 2) L’effetto meraviglia è assicurato. Appena entrati, noterete subito l’enorme ed originale scheletro di una balenottera, pescato a fine Ottocento in acque gallipoline. Tranquilli, non avete sbagliato museo (vedi Museo del Mare a Gallipoli).

 

    1. 3) Sarcofagi e vasi messapici, suppellettili d’epoca, fossili, antichi libri e dipinti, collezioni zoologiche e ornitologiche. C’è concentrato tutto quello che trovereste in dieci musei diversi in qualsiasi parte del mondo.
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    3. 4) Qui si fanno Incontri ravvicinati del terzo tipo. Se avete stomaci forti, non perdetevi la visita ai feti in formalina al piano superiore.

 

    1. 5) Situato in un antico palazzo ottocentesco del centro storico, vi farete un’idea della bellezza degli edifici storici disseminati per la “città bella”.

 

    1. 6) Guide Amart preparate e appassionate, pronte a rispondere a ogni vostra curiosità.

 

    1. 7) Per scoprire che l’ “E. Barba” che dà il nome al museo, non sta per Eugenio Barba, regista e teorico del teatro di fama mondiale, fondatore insieme a Peter Brook dell’Odin Teater, cresciuto a Gallipoli e da qui emigrato in fanciullezza, ma a Emanuele Barba, filosofo, medico, letterato e filantropo gallipolino, grazie al quale il museo ha iniziato a crescere, con il contributo della sua raccolta personale di oggetti di storia naturale, archeologica e mineralogica.

 

  1. 8) Il prezzo è più che onesto: solo € 1,00 in meno nel portafoglio, per andare via con tante interessanti conoscenze in più.
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Il Pranzo di Mosè, cibi e luoghi dell’anima

Ci sono luoghi che prima di una posizione geografica definita sono collocati in illimitati territori dell’anima. Luoghi e spazi temporali che si portano dietro negli anni e a tantissimi km di distanza.

Simonetta Agnello Hornby vive a Londra dal 1972 e, per accorciare le distanze dalla sua terra d’origine, nel suo nuovo libro,  “Il Pranzo di Mosè” (anche un programma di cucina con la stessa autrice e la sorella Chiara, ogni domenica alle 12,20 su Real Time, canale 31 del digitale, 131 e 132 su Sky), ci racconta le sue ricette, quelle che l’hanno accompagnata fin da bambina, insieme alla sorella Chiara e al cugino Silvano, nei loro soggiorni alla Tenuta Mosè, nella campagna di Agrigento – a pochi km dalla Valle dei Templi – ora azienda bio agrituristica, già protagonista nei bestseller della scrittrice.

Una Sicilia raccontata attraverso i pranzi della madre e della nonna nella tenuta di famiglia, di ospiti sempre graditi, di preparazioni con i prodotti della tenuta – tra cui il preziosissimo olio d’oliva – di ricette tramandate senza alcun segreto e con curiosi aneddoti. Una Sicilia rimasta intatta nella gentilezza dei modi, nella calorosa ospitalità, nel rispetto dei suoi prodotti, valorizzati anche quando si tratta di scarti rimaneggiati.

Un libro che traccia non solo le memorie felici dell’autrice, riportandoci a quella che era la vita in una delle masserie ottocentesche che disseminano la Sicilia e la Puglia, ma è una guida al come comportarsi con il cibo e con gli ospiti, oltre che un appassionante ricettario da far venir la voglia di mettersi ai fornelli in compagnia dei propri familiari. Per ritrovare quello spirito di festa e di condivisione, ormai perso. Per ritornare ad esser felici con poco.

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Small… Cucina and More! Piccolo ristorante, grande bontà

credits: Small…Cucina and More!

A pochi km da Lecce, un luogo piccolino (appena 15 tavoli) ma dal grande successo.
Small…Cucina and More! è il nome del locale situato a San Cesario di Lecce e Antonio Fragola quello dello chef, nonché gestore, che ci racconta quali sono le specialità, scelte da un menù di cucina mediterranea, tutta preparata con prodotti del territorio.

credits: Small…Cucina and More!

Primo tra i primi: i pici d’orzo (uno spaghettone di pasta fresca trafilato al bronzo con farina d’orzo), con granella di salsiccia luganega e crema di parmigiano ai 4 pepi.

Primo tra i secondi: la tagliata di calamari veraci con pomodorini e capperi.

Piatto tipico leccese: le polpette di carne affogate.

credits: Small…Cucina and More!

Una cucina passionale e colorita come la musica di Mario Biondi, colonna sonora apprezzata nelle serate allo Small, secondo lo chef Fragola. A fine serata capirete che, oltre alla location, ad essere small è anche il conto.

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La primavera de La Rondinella, da Scalea a New York

Una rondine non fa primavera, ma La Rondinella sì. La primavera dei sensi in questo ristorante di Scalea, dopo esserci stati a tavola a mangiare i Fusiddi col sugo di capra o i Raschiateddi al sugo di salsiccia e ricotta saliprisa o ancora gli Gnocculi alla santadomenicana, vi sentirete tutti più felici, proprio come gli scaleoti in questo video.

credits: concetta 2012

Ma pur avendo prodotti a km 0, La Rondinella viaggia lontano, tanto da essere arrivata anche sulle pagine del New York Times. Da queste parti, infatti, è facile vedere turisti Americani, li riconosci perché sono i primi in primavera a mettersi in spiaggia a piedi nudi sui ciottoli.

credits: Blancalala

Because I’m happy,
Clap along if you feel like a room without a roof…”

 

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Castellammare del Golfo, dallo street all’on-the-beach-food

È primavera, per tutti, tranne che per la Sicilia, dove è estate!
A Castellammare del Golfo le spiagge sono già un richiamo per gli amanti del sole. E siccome, oltre al sole, non si rinuncia alle prelibatezze del posto, la soluzione è fare il pieno di street-food da portare on the beach.

credits: Leandro Neumann Ciuffo

Lo sappiamo tutti ormai, la Sicilia è stata riconosciuta come la regione per eccellenza del cibo da strada e a Castellammare del Golfo diventa una scelta obbligata per chi non vuole rinunciare ad una giornata di pieno sole-mare-spiaggia.

credits: Gary Stevens

Quindi cosa fare? Andare prima da Sapori di Sicilia, in viale Umberto I, e riempirsi di polpette (al cavolfiore, alle melanzane, di ricotta, con patate e cipolle) arancini, cous cous di pesce, sfincione e pane cunzato con un kg di formaggio. Poi, con il vostro bel cestino da picnic, dovrete dirigervi verso una delle spiagge di Castellammare (la più bella pare sia quella della Riserva dello Zingaro) e lì rilassarvi sotto il sole. Semplice, no?

Mi raccomando a non far sciogliere, oltre alla vostra pelle, anche le cassatelle ripiene di ricotta e cioccolata, anche quelle cibo-da-strada da portare in spiaggia, razziate da Sapori di Sicilia.

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Birra o Vino? Un San Patrizio da gladiatori

Per festeggiare San Patrizio come un irlandese-in-Campania vuole, basta andare all’Abbazia Beer Shop di Santa Maria Capua Vetere. Più di 100 marche di birra provenienti da tutto il mondo e, per la serata, un fusto di birra irlandese a sorpresa (la Hooker Ale) e due birre fuori menù per questo giorno speciale. Per chi indossa qualcosa di verde, il 10% di sconto sul conto finale (15%, se ad essere in verde è l’intero tavolo).

credits: Abbazia Beer Shop

Se proprio la birra non fa per voi – San Patrizio se ne farà una ragione – potreste optare per una vineria come Casa Vetere, specializzata in zuppette e piatti caserecci, oltre che in vini (tantissime le etichette).

credits: Casa Vetere

Birra o Vino, ardua la scelta. Ma a vincere sarà il gladiatore che c’è in voi.
Per una serata come quella di San Patrizio, infatti, è richiesto un lungo allenamento, come quello a cui si sottoponevano coloro che frequentavano a Santa Maria Capua Vetere la scuola dei gladiatori. Tra questi, anche Spartaco, “l’uomo più folgorante della storia antica”, a detta di Karl Marx. Dopo la serata, un’ampia dose di solidarietà tra compagni di bevute, si sa, può fare la differenza e un giro nell’Anfiteatro Campano, il secondo più grande dopo il Colosseo, a prendere una lunga boccata d’aria tra amici, completerà il salto indietro nel passato nell’antica storia romana e vi sarà d’aiuto prima del rientro a casa. Ovviamente, chi beve, non guida!

credits: Wikimedia Commons

 

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Ciceri e Tria, Stasera A Casa tu Martinu

Chi è nato in provincia di Lecce, avrà provato, almeno una volta nella vita, a preparare i Ciceri e Tria, la pasta fritta e secca (tagliatelle o straccetti) con i ceci. Ahinoi, i risultati saranno stati 4 volte su 5 deludenti. Perché la maestrìa delle nonne nel prepararla richiede esperienza, tanta esperienza. Per fortuna ci sono le trattorie e le locande salentine a venire in soccorso.

credits: Pug Girl

Non vi deluderanno i ciceri e tria con pasta fresca, preparati A Casa tu Martino a Taviano (solo 10 km da Gallipoli), mangiati accanto al focalire acceso. La dimora risale al 1700 e l’atmosfera è quella di casa, il piatto è il simbolo della cucina tradizionale contadina: povero ma allo stesso tempo sostanzioso, in perfetto mood con lo stile del posto.

credits: A Casa tu Martino

E per chi non è della zona, disponibili camere e suite per fermarsi a dormire, quasi tutte affacciate su un giardino interno con alberi di arance e nespoli. Con l’offerta week end (€ 100 a persona) avrete 2 notti+colazione+aperitivo di benvenuto+cena+pranzo+a scelta: 1 visita guidata nel borgo antico di Gallipoli o visita alle cantine Castel di Salve di Depressa (Tricase), Tenute Palese di Taviano ed al frantoio Adamo di Alliste.

Quindi, stasera A Casa tu Martinu?

credits: A Casa tu Martino

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Martedì grasso col Carnevale e la Focaccia Montesi

Uno dei Carnevali più simpatici del sud Italia è quello di Montescaglioso, gioiello d’Italia, in provincia di Potenza. Fino a martedì grasso 4 marzo si può assistere alla sfilata di carri allegorici e alle maschere tradizionali per le vie della città.

credits: Wikimedia Commons

Tra queste:
–  il Carnevalone (un vecchio destinato a bruciare al rogo, secondo un rito che propizia al nuovo ciclo stagionale)
– il Carnevalicchio (il nuovo che avanza dopo il rogo)
– la Quaremma (moglie di Carnevalone che rappresenta il digiuno e la penitenza)
U fus
– la Carriola
U zembr (il caprone che rappresenta il diavolo)
– i campanacci
U zit e la zita (ovvero i cortei nuziali con corteggiamento e sposalizio e infine le danze nuziali in cerchio)
– il frate, il medico, u mamon (personaggi che accompagnano Carnevalone al rogo)

credits: Focacceria del Corso

Un corteo nutrito, una vera e propria farsa teatrale, capace di coinvolgere i curiosi spettatori che non perderanno di far visita anche alla Focacceria del Corso per mangiare la pizza “voltata” con uvetta passa, pepe rosso, pepe nero e cipolla e altri tipi di focaccia, quella coi pomodori schiacciati ad esempio, o quella bianca con mortadella. Per un martedì grasso che si rispetti!

credits: Focacceria del Corso

Se cercate un posto dove dormire, The Times e The Guardian, consigliano L’Orto di Lucania, un agriturismo su una tenuta di 250 ettari, nell’agro di Montescaglioso, sulle colline materane. Si riposa tra colori intensi, notti stellate e la cucina è rigorosamente bio.

credits: L’Orto di Lucania

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